Perizia Vizi d'Appalto a Torino - ing. F. SALAMANO

Case study · 20 settembre 2026 · Torino · cronaca per tappe di una consulenza tecnica di parte

Questa perizia vizi d'appalto a Torino è nata dalla domanda dello studio legale di un'azienda che aveva ricevuto dall'impresa un capannone con uffici e non lo trovava conforme a ciò che aveva comprato: pavimento industriale con planarità e giunti diversi dal capitolato, impianti diversi dal progetto. La risposta tecnica, in breve: le difformità del pavimento sono misurabili, documentate e reggono; una parte delle contestazioni sugli impianti riguarda scelte accettate alla consegna senza riserve e non regge; una fessurazione attribuita all'impresa resta un'ipotesi. Semaforo giallo, sulla tenuta tecnica e non sull'esito. Qui il caso è raccontato tappa per tappa, com'è avvenuto.

Rilievo di un pavimento industriale in un capannone con staggia, livella e fessurimetro accanto a un giunto: misure per una perizia sui vizi d'appalto nel Torinese
Un pavimento industriale si giudica con la staggia e il fessurimetro, non a occhio: planarità, giunti e fessure diventano difformità solo se il capitolato dice che cosa era dovuto. Immagine illustrativa.

Tappa 1
Prima dell'incarico: perizia vizi d'appalto a Torino, il quesito del difensore

Cronologia in sei tappe di una perizia di parte sui vizi d'appalto in Piemonte: incarico, lettura di contratto e progetto, sopralluogo, confronto con il capitolato, stima dei ripristini, esito tecnico
Le sei tappe seguite in questo caso, dall'incarico all'esito tecnico. La sequenza non è decorativa: ogni passaggio produce un documento datato che la controparte può leggere e contestare, ed è su questi che il difensore costruisce la domanda.

L'azienda aveva commissionato a un'impresa la costruzione di un capannone con una palazzina uffici nell'area torinese, con un contratto d'appalto a corpo, un capitolato tecnico e un progetto esecutivo redatto da un professionista di sua fiducia. Alla consegna il legale rappresentante aveva firmato un verbale con alcune annotazioni sul pavimento; nei mesi successivi, con l'attività avviata, erano emerse altre lamentele: fessure nella platea, avvallamenti sotto i carrelli, quadri elettrici collocati in posizione diversa dal progetto, potenza della climatizzazione degli uffici giudicata insufficiente. L'impresa rispondeva che l'opera era stata accettata e che le fessure dipendevano dai carichi dell'attività.

La domanda arrivata dallo studio legale era una sola: «possiamo chiedere all'impresa i ripristini e il danno?». Prima di rispondere, è stata scomposta in domande tecniche, come vuole il Metodo TOP: che cosa prevedevano contratto e capitolato per ciascun elemento contestato; che cosa è stato effettivamente realizzato; se lo scostamento è misurabile; se il difetto era riconoscibile alla consegna; quanto costa riportare l'opera a ciò che era dovuto. La qualificazione giuridica è del difensore: il consulente tecnico di parte gli consegna i fatti ordinati e il grado di certezza di ciascuno.

Tappa 2
La lettura di contratto, capitolato e progetto

La seconda tappa si è svolta a tavolino, prima di mettere piede in cantiere. Il fascicolo richiesto allo studio comprendeva contratto e allegati, capitolato tecnico, elaborati del progetto esecutivo con le varianti approvate, verbale di consegna, corrispondenza con l'impresa e con la direzione dei lavori, certificazioni dei materiali, dichiarazioni di conformità degli impianti, contabilità dei lavori nella forma prevista dal contratto. Ogni documento è stato letto con una domanda precisa: che cosa era dovuto, e con quale tolleranza.

Per il pavimento industriale il capitolato era chiaro su spessore della platea, classe del calcestruzzo, armatura, finitura superficiale e passo dei giunti di contrazione, e richiamava una tolleranza di planarità. Per gli impianti il progetto esecutivo fissava posizione dei quadri e percorsi delle linee; per la climatizzazione degli uffici il capitolato indicava solo la tipologia delle macchine, senza una prestazione da garantire. Primo dato della relazione: dove il contratto quantifica, la difformità si misura; dove descrive soltanto, resta da dimostrare un vizio, con un onere di prova diverso.

Un secondo dato è emerso dalla corrispondenza: in corso d'opera la direzione dei lavori aveva accettato per iscritto lo spostamento dei quadri elettrici, senza contestazioni del committente. Un documento che l'azienda non ricordava e che cambiava il peso di una contestazione: trovarlo prima della controparte è stato uno dei vantaggi dell'incarico.

Tappa 3
Il sopralluogo: pavimento industriale e impianti

Il sopralluogo si è svolto con il capannone in esercizio, in due accessi concordati con l'azienda per non fermare la produzione, con avviso all'impresa e alla direzione dei lavori. Sul pavimento il rilievo ha seguito una griglia fissa: planarità con staggia e comparatore lungo allineamenti ripetibili, riportati in planimetria; passo, profondità e stato dei giunti di contrazione confrontati con il capitolato; fessure classificate per andamento, ampiezza e posizione rispetto ai giunti e ai pilastri; spessore della platea con carotaggi in punti concordati, uno dei quali in contraddittorio con il tecnico dell'impresa; fotografie con riferimento metrico di ogni elemento.

Sugli impianti l'ispezione ha verificato la posizione effettiva dei quadri e dei percorsi rispetto al progetto esecutivo e alla variante accettata, lo stato delle protezioni e la corrispondenza con la dichiarazione di conformità. Per la climatizzazione degli uffici sono stati raccolti i dati di targa delle macchine installate e le condizioni di funzionamento osservate; una verifica prestazionale vera avrebbe richiesto misure in condizioni esterne definite, che non erano quelle del giorno del sopralluogo: la relazione lo dichiara e non trasforma un'impressione in un dato.

Nulla è stato rimosso o riparato prima del rilievo; ogni accesso ha il suo verbale, ogni campione la sua sigla. Chi legge deve poter ripetere la misura: è ciò che distingue una contestazione da un'opinione, in relazione come in un accertamento tecnico preventivo.

Tappa 4
Le riserve alla consegna e le contestazioni scritte

La quarta tappa ha ricostruito la cronologia delle contestazioni: nell'appalto privato il momento della segnalazione pesa quanto il difetto. Il codice civile prevede che il committente abbia diritto di verificare l'opera compiuta prima di riceverla e che, se la riceve senza riserve, l'opera si consideri accettata (art. 1665 c.c.); la garanzia per difformità e vizi resta per quelli non riconoscibili all'accettazione, da denunciare entro sessanta giorni dalla scoperta (art. 1667 c.c.); per gli edifici e le altre cose immobili destinate a lunga durata, i gravi difetti seguono la disciplina distinta dell'art. 1669 c.c. Quale disciplina si applichi lo decide il difensore; al consulente spetta dire che cosa era riconoscibile alla consegna.

Le annotazioni nel verbale di consegna riguardavano il pavimento: irregolarità della superficie e giunti «da verificare». Sono le sole riserve del caso, nel senso dell'art. 1665 c.c.; il registro delle riserve iscritte in contabilità, noto agli avvocati dagli appalti pubblici, qui non esisteva perché il contratto non lo prevedeva: la relazione parla di «contestazioni scritte». Le lettere sugli impianti e sulla climatizzazione erano arrivate mesi dopo l'avvio dell'attività; lo spostamento dei quadri era stato accettato in corso d'opera.

Da cronologia e riconoscibilità è nata la tabella che segue, ossatura della relazione: le domande sul termine e sulla decadenza restano al difensore; la tabella gli dice su quali righe può contare.

Tappa 5
Difformità o vizio: il confronto con il capitolato

Schema a due colonne: difformità (scostamento dal progetto e dal contratto, misura e confronto) e vizi (difetto di esecuzione, regola dell'arte violata, prova e saggio), da cui nasce la stima
La difformità si dimostra con un confronto: capitolato da una parte, misura dall'altra. Il vizio richiede di più: una prova che l'esecuzione non è a regola d'arte. Tenere separate le due colonne evita di chiedere al giudice ciò che le evidenze non sostengono.

La distinzione fra difformità e vizio, che il codice tratta insieme nella garanzia dell'appaltatore (artt. 1667 e 1668 c.c.), per il consulente è una distinzione di prova. La difformità è uno scostamento da ciò che il contratto prevedeva: si dimostra mettendo in colonna il dato contrattuale e la misura. Il vizio è un difetto di esecuzione che rende l'opera non a regola d'arte anche quando il progetto è stato seguito: si dimostra con saggi, prove e con il comportamento dell'opera nel tempo, e richiede di escludere le cause alternative, come spiega l'articolo su vizi e difetti costruttivi. Nel caso le contestazioni si sono distribuite così.

Elemento contestato Difformità (scostamento dal contratto) Vizio (esecuzione non a regola d'arte) Riconoscibile alla consegna Stato in relazione
Planarità del pavimento Sì: scostamenti oltre la tolleranza del capitolato, misurati su allineamenti ripetibili Non necessario dimostrarlo In parte: annotata nel verbale di consegna Fatto documentato
Giunti di contrazione Sì: passo maggiore di quello prescritto, alcuni giunti non tagliati Sì, in aggiunta: le fessure fuori giunto sono compatibili con il passo eccessivo Sì: «da verificare» nel verbale Fatto documentato; nesso con le fessure: inferenza
Fessure e avvallamenti sotto i carrelli No: il capitolato non fissa una portata specifica Da dimostrare: carotaggi con spessore inferiore in alcuni punti; cause alternative (carichi, sottofondo) non escluse No: emersi con l'uso Ipotesi, con accertamenti integrativi indicati
Posizione dei quadri elettrici Rispetto al progetto sì; rispetto alla variante accettata dalla direzione dei lavori no No: impianto conforme alla dichiarazione Non sostenibile come difformità
Climatizzazione degli uffici No: il capitolato non fissa una prestazione Non dimostrato: misure in condizioni definite non eseguite Sì, quanto alle macchine installate Non sostenibile allo stato

La tabella ha spostato il baricentro del caso: l'azienda puntava sugli impianti, visibili e discussi con l'impresa; regge invece il pavimento, meno appariscente e più misurabile. Dire al difensore quali righe non sostenere è stato il contributo più utile, prima della stima.

Tappa 6
Che cosa regge: stima dei ripristini e semaforo

La stima dei ripristini è stata fatta soltanto sulle righe con stato «fatto documentato»: rettifica della planarità nelle zone fuori tolleranza con le lavorazioni compatibili con un capannone in esercizio, taglio dei giunti mancanti e sigillatura delle fessure ad essi collegate, con i costi indiretti del fermo parziale dell'attività indicati come voce separata, da valutare dal difensore. Per le fessure e gli avvallamenti la relazione non stima nulla: indica gli accertamenti che consentirebbero di farlo (ulteriori carotaggi, prova sul sottofondo, verifica dei carichi effettivi dei carrelli) e il costo orientativo di tali accertamenti, distinto dal costo dei ripristini. Il rimedio, eliminazione a spese dell'appaltatore o riduzione del prezzo con l'eventuale risarcimento (art. 1668 c.c.), è una scelta dell'avvocato, che la relazione mette in condizione di fare con numeri separati per ciascuna voce.

Semaforo giallo — tesi sostenibile in parte: le difformità del pavimento industriale (planarità e giunti) sono misurate, confrontate con il capitolato e annotate nel verbale di consegna; il nesso fra giunti e fessure è un'inferenza solida ma non ancora una prova; le contestazioni sugli impianti e sulla climatizzazione non sono sostenibili allo stato degli atti. Il semaforo riguarda la tenuta tecnica, non l'esito del giudizio.

Per il verde servirebbero gli accertamenti integrativi sul pavimento, meglio in contraddittorio o in consulenza tecnica preventiva (artt. 696 e 696-bis c.p.c.), e una verifica prestazionale della climatizzazione, se lo studio tenesse quella contestazione. I quesiti sono stati scritti perché il consulente d'ufficio risponda elemento per elemento; se concludesse diversamente, il metodo per leggerlo è in come contestare una CTU.

Perizia Vizi d'Appalto a Torino - ing. F. SALAMANO: chi ha seguito il caso

Ing. Fabrizio Salamano, ingegnere forense, consulente tecnico di parte e CTU — ritratto professionale
Ing. Fabrizio Salamano, consulente tecnico di parte per lo studio legale del committente in questo caso torinese: lettura del capitolato, rilievi sul pavimento, tabella difformità-vizi e stima. La scheda completa è nella pagina del professionista.

L'incarico è stato seguito dall'Ing. Fabrizio Salamano, ingegnere civile (Politecnico di Torino), iscritto all'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino dal 1995, consulente tecnico d'ufficio e perito del Tribunale di Ivrea, in ingegneria forense dal 1994, dalla sede di Torino. Ai rilievi di planarità e ai carotaggi ha partecipato il Geom. Francesco Salamano, che nello studio cura sopralluoghi e rilievi peritali. Responsabile tecnico dell'incarico: Ing. Fabrizio Salamano.

Scheda completa dell'Ing. Fabrizio Salamano: iscrizioni, abilitazioni e verifica alla fonte. Il caso è pubblicato in forma anonimizzata e vale come orientamento informativo generale, non come parere sul caso del lettore.

Come lavoriamo a Torino: sede, tribunale, sopralluoghi

Torino è una delle sedi dello studio: un contenzioso d'appalto nel Torinese si segue da qui. Per un committente azienda si parte da una telefonata alla sede (011 1883 7127) per fermare ripristini e modifiche prima del rilievo; seguono il fascicolo contrattuale e il sopralluogo nello stabile in uso, con avviso all'impresa e alla direzione dei lavori. Le operazioni peritali, i carotaggi in contraddittorio, la partecipazione alle operazioni del consulente d'ufficio (art. 194 c.p.c.) e le udienze in cui il consulente di parte interviene (art. 201 c.p.c.) si tengono a Torino e nei tribunali del distretto; lettura dei documenti e stesura si fanno in sede, in contatto con lo studio legale. La guida passo-passo per lo studio legale del foro torinese è nella pagina dedicata a Torino; gli altri casi e i tribunali del distretto sono nell'hub Torino; per il rapporto quotidiano con l'avvocato: come lavoriamo con lo studio legale.

Dato locale Riferimento
Sede Sede di Torino (indirizzo non pubblicato) · tel. 011 1883 7127 · lun-ven 9-13 / 14-18
Tribunale Tribunale di Torino, Corso Vittorio Emanuele II 130, 10138 Torino · centralino 011 4327111 · pagina Albo CTU e Periti
Corte d'Appello Corte d'Appello di Torino, stesso palazzo del Tribunale; il distretto comprende dieci tribunali (circondari): Torino, Alessandria, Aosta, Asti, Biella, Cuneo, Ivrea, Novara, Verbania, Vercelli
Albi CTU e periti Ricerca degli iscritti sul portale del Ministero della Giustizia
Tempi di attivazione Concordati per iscritto con il preventivo, in funzione dell'urgenza di conservare lo stato dei luoghi e dei termini del contratto o del giudice

Due limiti da dichiarare. L'Ing. Salamano è iscritto agli albi dei CTU e dei periti a Ivrea, tribunale del distretto, non a Torino: per una nomina d'ufficio a Torino contano l'albo telematico di quel tribunale e la scelta del giudice (art. 61 c.p.c.); per consulenza di parte, perizia stragiudiziale e second opinion nessuna iscrizione locale è richiesta. Al 20/09/2026 il Tribunale di Torino non pubblica un protocollo CTU in materia edilizia, e la sezione competente la individua il difensore. Altri incarichi sono nella sezione Case study; il lavoro con il difensore è descritto nella pagina per gli studi legali.

Che cosa avremmo fatto diversamente

Tre consigli che avremmo dato all'azienda prima della consegna, utili a chi legge con un cantiere ancora aperto.

  1. Verifica dell'opera prima della consegna, con un tecnico. Il committente ha diritto di verificare l'opera compiuta prima di riceverla (art. 1665 c.c.): una verifica strumentale del pavimento fatta in quel momento avrebbe trasformato le annotazioni generiche del verbale in riserve precise, con misure allegate.
  2. Contestazioni scritte subito, una per elemento. Le lamentele sugli impianti sono arrivate mesi dopo, tutte insieme e senza riferimento al capitolato. Una lettera per ciascun difetto, appena scoperto, con la norma contrattuale richiamata, avrebbe evitato la discussione sui termini.
  3. Prestazioni misurabili nel capitolato. Per la climatizzazione il documento indicava le macchine, non il risultato da garantire: senza una prestazione scritta, dimostrare il vizio è molto più oneroso. È un consiglio per il prossimo contratto, non un rimedio per questo.

Fonti e riferimenti

Schema tesi del committente, prove raccolte e che cosa regge in una perizia vizi d'appalto torinese, con gradino finale: semaforo giallo, sostenibile in parte
La tesi del committente attraversa le prove (fotografie, misure, saggi) e ne esce ridotta a ciò che regge: il pavimento sì, gli impianti no. Il difensore lo sa prima di scrivere l'atto, non quando lo legge la controparte.

Domande frequenti

Che differenza c'è fra difformità e vizio in un appalto privato?

La difformità è uno scostamento dell'opera da ciò che contratto, capitolato e progetto prevedevano: si accerta con un confronto documentale e con misure. Il vizio è un difetto di esecuzione che rende l'opera non a regola d'arte anche quando il progetto è stato rispettato: si accerta con prove, saggi e osservazione del comportamento nel tempo. Il codice civile li tratta insieme nella garanzia dell'appaltatore (artt. 1667 e 1668 c.c.); distinguerli in relazione serve al difensore per scegliere quale domanda proporre.

Il committente che ha firmato il verbale di consegna senza riserve può ancora contestare i vizi?

L'art. 1665 c.c. stabilisce che l'opera ricevuta senza riserve si considera accettata; l'art. 1667 c.c. tiene ferma la garanzia per le difformità e i vizi non riconoscibili al momento dell'accettazione, con denuncia entro sessanta giorni dalla scoperta. Il consulente tecnico di parte accerta se un difetto era riconoscibile alla consegna con una verifica ordinaria oppure no: da questo accertamento dipende la strada del difensore, che resta l'unico a valutarla.

Quali documenti servono per una perizia sui vizi di un capannone consegnato da un'impresa?

Contratto d'appalto con capitolato e allegati tecnici, elaborati di progetto esecutivo e varianti, verbali di consegna e di verifica, contestazioni scritte inviate all'impresa con le risposte, contabilità dei lavori se prevista, certificazioni dei materiali e dichiarazioni di conformità degli impianti, fotografie del cantiere, corrispondenza con la direzione dei lavori. Se un documento manca, la relazione lo dichiara: non lo sostituisce con una supposizione.

Come si svolge il sopralluogo per una perizia vizi d'appalto a Torino?

Si organizza dalla sede di Torino, con avviso all'impresa e alla direzione dei lavori quando l'accesso può incidere su prove comuni, e si svolge con lo stabile in uso, coordinando gli orari con l'azienda committente. Sul posto si rilevano planarità, giunti, fessure e spessori del pavimento con misure ripetibili, si ispezionano quadri e linee degli impianti e si fotografa ogni punto con riferimento metrico. Il telefono della sede di Torino è 011 1883 7127.

Quale tribunale è competente per una controversia d'appalto su un immobile nel Torinese?

Di norma il Tribunale di Torino, Corso Vittorio Emanuele II 130, per gli immobili del suo circondario; per gli altri comuni del Piemonte e della Valle d'Aosta uno dei dieci tribunali del distretto, che fa capo alla Corte d'Appello di Torino, nello stesso palazzo. La competenza, il rito e la sezione li valuta il difensore: qui si indica il riferimento utile a organizzare sopralluoghi, operazioni peritali e presenza in udienza.

L'Ing. Salamano può fare il consulente di parte davanti al Tribunale di Torino se è iscritto all'albo CTU di Ivrea?

Sì. La consulenza tecnica di parte non richiede l'iscrizione all'albo del tribunale della causa (art. 201 c.p.c.): l'iscrizione dichiarata dell'Ing. Salamano è agli albi dei consulenti tecnici e dei periti del Tribunale di Ivrea, che appartiene al distretto della Corte d'Appello di Torino. Se il giudice torinese nominasse un consulente d'ufficio, lo sceglierebbe dall'albo telematico del proprio tribunale, consultabile sul portale del Ministero della Giustizia.