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Incendi e fire investigation

Interno di una piccola officina dopo un incendio: travi annerite, pattern di fuliggine a V sopra una presa elettrica carbonizzata, kit dell'investigatore in primo piano
Origine e causa di un incendio si leggono nei segni della combustione, prima che la bonifica li cancelli.

La fire investigation è l'indagine tecnica che stabilisce dove un incendio è iniziato (l'origine) e perché (la causa), leggendo i segni che la combustione lascia sui materiali, sugli impianti e nella distribuzione dei danni. Il tag «Incendi e fire investigation» raccoglie gli approfondimenti in cui l'incendio, o un guasto che può averlo innescato, è l'oggetto della ricostruzione: che cosa conservare nelle prime ore, come si individua l'area di origine, come si mettono a confronto le ipotesi di causa e quali prove strumentali o di laboratorio le distinguono.

Per uno studio legale il tema tocca il procedimento penale, la responsabilità civile verso terzi e il rapporto con l'assicuratore, dove la causa decide spesso l'operatività della copertura. Per un'impresa un incendio in un capannone o in uno stabilimento apre contemporaneamente più fronti: l'assicurazione chiede l'origine, la controparte contesta la manutenzione degli impianti, il fornitore di una macchina nega il difetto, l'autorità valuta la conformità alle regole di prevenzione. Per una compagnia di assicurazione, all'opposto, la domanda è se la causa accertata rientri nel rischio garantito e se vi siano state omissioni dell'assicurato. In ogni caso il rapporto del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, redatto in emergenza, descrive l'intervento e una prima lettura dell'evento: non sostituisce un'indagine di parte.

Lo studio tiene distinte le due domande. L'origine si cerca leggendo i pattern di combustione, la profondità e la direzione dei danni, il comportamento degli elementi che hanno ceduto per primi; la causa si cerca solo dentro l'area di origine, passando in rassegna le ipotesi (impianto elettrico, processo produttivo, macchina, materiale immagazzinato, azione umana) e chiedendosi, per ciascuna, quali evidenze dovrebbero esistere se fosse vera. Un'ipotesi che non trova le proprie evidenze non si promuove perché le altre sono state escluse: si dichiara indeterminata. I gradi di certezza sono scritti nella relazione, e con essi i limiti dovuti a ciò che l'incendio o lo spegnimento hanno distrutto. Le competenze dichiarate dello studio in prevenzione incendi, fire investigation e termografia certificata servono a leggere le evidenze, non a promettere un esito: per Ingegneria Forense TOP, Tecnica per Ottenere Prove, è prova ciò che deriva dall'analisi delle evidenze conservate.

I tre articoli del tag formano un percorso. La preservazione delle evidenze dopo un sinistro spiega perché l'area va interdetta, fotografata e mappata prima di qualunque rimozione, e come si custodiscono campioni e reperti. L'approfondimento sulle cause di un incendio in uno stabilimento descrive l'indagine passo per passo con uno scenario didattico, dichiarato come tale e ambientato in un'area industriale: non un incarico dello studio, ma un esempio per mostrare il ragionamento. La failure analysis entra in gioco quando il sospetto cade su un componente, un quadro elettrico, un cuscinetto, una valvola, e occorre risalire dalla modalità di guasto alla causa che lo ha prodotto, spesso prima ancora della fiamma.

Approfondimenti su Incendi e fire investigation

Incendi e fire investigation

Domande frequenti

Chi ha diritto di partecipare all'indagine su un incendio e perché conviene avvisarli prima di toccare qualcosa?

Sul piano pratico, tutte le parti a cui la causa potrebbe essere attribuita o che potrebbero doverne sostenere le conseguenze: l'assicuratore, il proprietario dell'immobile, il fornitore o il manutentore dell'impianto o della macchina sospettata, il conduttore dell'attività; chi abbia un diritto formale di partecipare, e in quale sede, lo valuta il difensore. Rimuovere un quadro elettrico, smontare una macchina o campionare un residuo senza che le altre parti siano state avvisate e messe in condizione di partecipare è un intervento che non si può ripetere, e chi non ha potuto assistere avrà un argomento per contestare quanto ne deriva. Se l'area è sotto sequestro dell'autorità, nulla si tocca senza autorizzazione. La sequenza corretta è: interdire, fotografare, mappare, convocare, e solo dopo intervenire sui reperti.

L'incendio sembra partito da una macchina o da un impianto: come si accerta e chi ne risponde?

Si accerta in due passi. Prima si verifica che l'area di origine contenga davvero quella macchina o quell'impianto, leggendo i segni della combustione; poi, dentro l'area di origine, si esamina il componente sospetto con i metodi della failure analysis: stato prima dell'incendio, conformità al progetto, modifiche, manutenzione, condizioni di esercizio, segni che distinguono un guasto che ha causato il fuoco da un danno che il fuoco ha prodotto. Chi ne risponde, tra fabbricante, installatore, manutentore ed esercente, dipende da dove sta la causa e da che cosa era dovuto a ciascuno: questa è una valutazione del difensore, che la ricostruzione tecnica deve mettere in condizione di fare.

Che cosa deve chiedere lo studio legale al tecnico in un caso di incendio?

Quesiti separati, perché richiedono evidenze diverse: dove è iniziato il fuoco, che cosa lo ha innescato, perché si è propagato fino a quel punto, se impianti e misure di prevenzione erano conformi e funzionanti, se vi sono state omissioni. Un quesito unico sulla causa produce spesso una relazione che non risponde alla domanda che conta per la strategia. Al tecnico vanno consegnati il rapporto dei vigili del fuoco, le fotografie di chiunque sia entrato prima, la documentazione di prevenzione incendi e dei controlli periodici, i registri di manutenzione, le polizze. E va concordato subito che cosa fare prima che bonifica e ripristino cancellino le tracce.

Se l'incendio ha distrutto quasi tutto, l'indagine tecnica ha ancora senso?

Di solito sì, perché la distruzione non è mai uniforme. Le zone meno bruciate, gli oggetti caduti che hanno protetto una superficie, le differenze di profondità della carbonizzazione, le deformazioni dei metalli e i segni sui conduttori elettrici indicano direzioni e tempi della propagazione anche in ambienti gravemente danneggiati. Si aggiungono le fonti esterne al luogo: registrazioni degli allarmi e dei sistemi di rivelazione, riprese di telecamere interne ed esterne, dati dei contatori e dei quadri, testimonianze, fotografie dei soccorritori. Ciò che cambia è il grado di certezza raggiungibile, che la relazione deve dichiarare: un'indagine onesta può anche concludere che la causa resta indeterminata.

La conformità alle norme di prevenzione incendi conta per stabilire la causa?

Conta, ma per una domanda diversa. La causa riguarda l'innesco e il primo materiale che ha preso fuoco; la prevenzione incendi riguarda soprattutto ciò che è accaduto dopo: rivelazione, compartimentazione, vie di esodo, mezzi di estinzione, gestione dell'emergenza. Un impianto conforme può originare un incendio e un impianto non conforme può non averlo causato; una carenza di compartimentazione può spiegare perché il danno si è esteso, non perché il fuoco è iniziato. Tenere separati i due piani serve a chi deve valutare responsabilità e coperture: l'accertamento tecnico stabilisce i fatti su entrambi, la loro rilevanza giuridica è materia del difensore.

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