Un sinistro stradale, sul piano tecnico-forense, è un evento della circolazione che si ricostruisce partendo da ciò che ha lasciato sul terreno e sui veicoli: tracce di frenata e di scarrocciamento, deformazioni, posizioni finali, frammenti, dati registrati dalle centraline di bordo e dalle telecamere. Il tag «Sinistri stradali» raccoglie gli approfondimenti che spiegano come da queste evidenze si risale alla dinamica, cioè a chi era dove, a quale velocità e in quale sequenza, e con quale margine di incertezza.
Per uno studio legale la ricostruzione tecnica pesa sia in sede civile, dove il codice civile assegna a chi conduce un veicolo un onere di prova specifico sul comportamento tenuto, sia in sede penale, dove la dinamica sostiene o smonta l'accusa. Per una compagnia di assicurazione la dinamica decide la ripartizione delle responsabilità e la congruità del danno; per un'impresa di trasporti o per il gestore della strada può chiamare in causa il veicolo, il carico, la segnaletica, la manutenzione della sede stradale. In tutti questi casi il verbale delle forze dell'ordine è il punto di partenza, non quello di arrivo: registra ciò che è stato visto, spesso senza le misure che una ricostruzione richiede, e non contiene un'analisi.
Lo studio distingue tre livelli di affidabilità delle evidenze. La misura, quando la traccia è stata rilevata con strumenti e riferimenti; la stima, quando una grandezza è ricavata da un calcolo che dipende da coefficienti assunti, per esempio l'aderenza del fondo stradale; l'indizio, quando l'unica fonte è una testimonianza o una fotografia senza scala. Le ipotesi sulla dinamica vengono confrontate con tutte le evidenze, non solo con quelle che le confermano: un'ipotesi incompatibile con una traccia misurata si scarta, un'ipotesi compatibile con tutte le tracce ma non distinguibile da un'alternativa resta aperta, e la relazione lo dice. Ingegneria Forense TOP applica il claim Tecnica per Ottenere Prove nel senso letterale: le prove derivano dall'analisi delle evidenze rilevate, e una velocità dichiarata senza il suo intervallo di incertezza non è un risultato tecnico.
Il tempo è la variabile che più spesso decide un caso. Le tracce sul manto stradale sbiadiscono in pochi giorni, i veicoli vengono riparati o demoliti, le registrazioni delle telecamere si sovrascrivono. Per questo l'articolo sulla preservazione delle evidenze dopo un sinistro va letto per primo: indica che cosa fissare nelle prime ore e come conservarlo in modo tracciabile. La ricostruzione cinematica degli incidenti stradali descrive poi il percorso dalle tracce alle grandezze e i punti in cui le ricostruzioni sbagliano più spesso: coefficienti non dichiarati, tracce non misurate, testimonianze usate come misure. L'approfondimento sul rilievo con laser scanner tridimensionale (3D) completa il quadro sul lato del rilievo della scena: che cosa produce, che cosa chiedere a chi lo consegna e come si verifica un rilievo eseguito da altri, che si tratti del consulente del giudice o della controparte.