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Evidenze e rilievi

Appartamento vuoto durante un rilievo: distanziometro laser su treppiede, fessurimetro incollato su una lesione, marcatori numerati a terra e nastro metrico
Un rilievo tracciabile: strumenti, marcatori e misure documentati prima che lo stato dei luoghi cambi.

Le evidenze sono gli elementi materiali e documentali da cui parte ogni accertamento tecnico: lo stato dei luoghi, le tracce, le deformazioni, i reperti, le fotografie datate, i documenti di progetto e di cantiere, i dati registrati da macchine e impianti. Il rilievo è l'operazione con cui queste evidenze vengono misurate, fotografate e descritte in modo che restino disponibili e verificabili anche dopo che i luoghi sono cambiati. Sul piano tecnico-forense, senza evidenze acquisite con un rilievo tracciabile non esiste analisi: esistono solo opinioni.

Per uno studio legale il tema è decisivo per una ragione temporale. Una fessura viene stuccata, un veicolo viene rottamato, un'area incendiata viene sgomberata, un macchinario viene riparato: ciò che non è stato rilevato nelle prime ore o nei primi giorni spesso non è più ricostruibile, e una perizia costruita su fotografie casuali e ricordi dei presenti è debole a prescindere dalla bravura del consulente. Per un'impresa, sapere che cosa conservare e come documentarlo, prima ancora di sapere se ci sarà una lite, è il modo meno costoso per proteggere la propria posizione tecnica.

Nel metodo di Ingegneria Forense TOP le evidenze sono il primo dei quattro passaggi e condizionano la qualità di tutti gli altri: un'ipotesi può essere verificata solo contro dati acquisiti con strumenti idonei, con data e modalità dichiarate e con una catena di custodia che ne dimostri l'integrità. Dove il rilievo è stato eseguito da altri, la relazione ne controlla precisione, completezza e tracciabilità prima di usarlo. Il claim «Tecnica per Ottenere Prove» nasce da qui: le prove tecniche derivano dall'analisi delle evidenze, e l'analisi vale quanto valgono le evidenze su cui poggia. Nessuna promessa sull'esito: un rilievo accurato può anche mostrare che la tesi della parte non regge.

Gli approfondimenti con questo tag descrivono che cosa raccogliere e come, settore per settore. Il testo sulla preservazione delle evidenze dopo un sinistro fissa la sequenza delle prime 48 ore e la catena di custodia; quello sul rilievo con laser scanner 3D spiega come una scena diventa misurabile e come si verifica un rilievo prodotto da altri. Gli articoli su vizi e difetti costruttivi, ricostruzione cinematica degli incidenti stradali, cause di un incendio in uno stabilimento, infortunio sul lavoro e direttore dei lavori inadempiente elencano le evidenze proprie di ciascun ambito, dai saggi in opera alle tracce di frenata, dai pattern di combustione al giornale dei lavori.

Chi si trova davanti a un evento appena accaduto legga per primo il testo sulla preservazione delle evidenze; chi deve valutare un rilievo già eseguito parta dal laser scanner 3D; gli altri articoli servono quando l'ambito è definito. Le competenze e le attrezzature citate come proprie dello studio sono soltanto quelle dichiarate nel profilo; per il resto i testi descrivono la tecnica, non un servizio.

Approfondimenti su Evidenze e rilievi

Evidenze e rilievi

Domande frequenti

Che differenza c'è tra evidenza, rilievo e prova in una controversia tecnica?

L'evidenza è l'elemento materiale o documentale che esiste indipendentemente dal giudizio: una fessura, una traccia di frenata, un reperto, un giornale dei lavori, un dato registrato da un impianto. Il rilievo è l'operazione che la fissa in forma misurabile e datata, così che resti verificabile quando i luoghi saranno cambiati. La prova tecnica è ciò che si ottiene analizzando le evidenze rilevate: il collegamento fra i dati e una conclusione, con il suo grado di certezza. La sequenza non si inverte: senza evidenza non c'è rilievo, senza rilievo tracciabile l'analisi non regge, e la prova in senso giuridico è una qualificazione che spetta al difensore e al giudice.

Che cosa rende un rilievo «tracciabile» e quindi difficile da contestare?

La possibilità, per chiunque, di sapere chi ha rilevato, quando, con quale strumento, in quali condizioni e con quali riferimenti. In pratica: data e ora certe, fotografie con un riferimento metrico e con punti fissi riconoscibili, misure riferite a elementi che non si spostano, dati grezzi conservati nel formato originale, un verbale o una nota che descrive la sequenza delle operazioni e ciò che è stato toccato o rimosso. Un rilievo con queste caratteristiche può essere contestato nel merito, ma non nella sua esistenza; un rilievo senza queste informazioni può essere messo in dubbio a prescindere dalla correttezza delle misure, ed è il primo argomento che una controparte preparata utilizza.

Chi deve eseguire il rilievo: la parte, il suo consulente o il consulente nominato dal giudice?

Dipende dal momento. Nelle ore e nei giorni successivi all'evento, di norma, nessun consulente d'ufficio è ancora stato nominato e il rilievo lo fa chi è sul posto: la parte stessa, con fotografie e annotazioni, e appena possibile un tecnico di sua fiducia con un sopralluogo ordinato. Quando il processo è avviato, le operazioni del consulente d'ufficio si svolgono con la partecipazione dei consulenti di parte, ma il consulente d'ufficio rileva ciò che trova a quella data, spesso a distanza di tempo. Esistono anche strumenti processuali per far accertare lo stato dei luoghi prima della causa: se ricorrervi è una scelta da valutare con il difensore. Il rilievo di parte iniziale e quello d'ufficio non si escludono: il primo documenta lo stato originario, il secondo lo verifica in contraddittorio.

Le evidenze raccolte da una sola parte sono per questo meno credibili?

Non per il fatto in sé. Ciò che pesa è la tracciabilità: un rilievo di parte con data certa, riferimenti metrici, dati grezzi disponibili e una descrizione onesta di ciò che è stato spostato può essere controllato da chiunque, compreso il consulente d'ufficio, e per questo ha valore. Un rilievo di parte che seleziona le fotografie favorevoli, omette le condizioni di misura o non conserva i dati originali si presta invece all'obiezione di parzialità, anche se le misure sono corrette. La regola pratica è documentare tutto, anche ciò che sembra sfavorevole: un'evidenza scomoda nota in anticipo si gestisce, una scoperta dalla controparte no.

Che cosa dovrebbe chiedere al cliente uno studio legale nel primo colloquio, per non perdere le evidenze?

Poche domande, poste subito. Che cosa è già stato riparato, spostato, pulito o rottamato, e da chi. Quali fotografie e video esistono, con quali date, e chi le ha scattate. Quali documenti sono disponibili: contratti, progetti, verbali, fatture, rapporti di intervento, comunicazioni tra le parti. Quali dispositivi registrano dati che possono essere sovrascritti: telecamere, centraline, sistemi di controllo, registri di impianto. Chi era presente. Sulla base delle risposte il difensore può dare istruzioni di conservazione e decidere se far intervenire un tecnico prima di ogni altra iniziativa: è la fase in cui il costo è minimo e il valore delle evidenze è massimo.

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