Perizia Incendio a Monza - ing. F. SALAMANO

Case study · 20 settembre 2026 · Monza · relazione di consulenza tecnica di parte, commentata

Quesito In questa perizia incendio a Monza lo studio legale del conduttore di un capannone artigianale chiedeva da dove fosse partito il fuoco e come si fosse propagato, dopo che proprietà e assicuratore avevano attribuito l'evento al materiale accatastato dal conduttore.

Conclusione tecnica L'origine nell'area del quadro elettrico è compatibile con le tracce di combustione e con lo stato dei conduttori; il materiale accatastato non è l'origine ma resta una concausa della propagazione non escludibile.

Grado di certezza Semaforo giallo: tesi del committente sostenibile in parte, sulla tenuta tecnica e mai sull'esito del giudizio. Il difensore ha ricevuto relazione, accertamenti integrativi da chiedere e punti da non sostenere.

Interno di un capannone dopo un incendio: pareti annerite, quadro elettrico bruciato e tracce di combustione a V, rilievo per una perizia incendio a Monza
Le tracce di combustione dicono dove il fuoco ha bruciato più a lungo, non da sole da dove è partito. Il consulente di parte le fotografa con riferimento metrico prima di qualunque sgombero. Immagine illustrativa.

1. Premessa: perizia incendio a Monza, incarico e quesito

Una perizia incendio a Monza serve quando il rapporto dei Vigili del Fuoco ha chiuso l'intervento ma non la controversia. L'incarico è arrivato dallo studio legale che assiste il conduttore di un capannone artigianale nel circondario del Tribunale di Monza, colpito da un incendio notturno che aveva distrutto parte del deposito e dell'area di lavorazione. Proprietario e assicuratore attribuivano l'evento all'uso del capannone: materiale combustibile accatastato a ridosso di un quadro elettrico. Il conduttore sosteneva il contrario: il fuoco era partito dal quadro, che non gestiva.

La domanda del difensore («possiamo sostenere che la colpa non è del nostro cliente?») è stata riscritta in domande tecniche distinte, come spiega l'articolo sulle cause di un incendio in uno stabilimento: dove è iniziato il fuoco (origine), per quale meccanismo (causa) e che cosa ha reso la propagazione così rapida. Tre risposte con tre gradi di certezza diversi; confonderle è l'errore più comune delle relazioni di parte. La qualificazione giuridica (custodia della cosa, obblighi di conduttore e locatore, copertura assicurativa) resta al difensore: la relazione fornisce i fatti su cui poggiarla, ordinati come segue.

2. Documenti acquisiti e rapporto di intervento dei Vigili del Fuoco

Cronologia in sei tappe di una perizia incendio di parte in Brianza: incarico, lettura del rapporto VVF, sopralluogo e tracce, verifica dell'impianto elettrico, ipotesi di origine, esito tecnico
Le sei tappe del consulente di parte, dall'incarico del difensore all'esito tecnico. Ogni tappa lascia un documento datato (verbale, rilievo, nota tecnica): è quello che regge davanti alla controparte, non l'opinione.

La prima richiesta allo studio legale è stata di fermare tutto: nessuno sgombero, nessuna pulizia, nessun intervento sull'impianto prima del sopralluogo, e avviso alle altre parti perché potessero assistere; le cautele sono nell'articolo sulla preservazione delle evidenze. In parallelo è stato chiesto il fascicolo: rapporto VVF, fotografie dei luoghi nelle prime ore, contratto di locazione con inventario, dichiarazione di conformità e schemi dell'impianto elettrico, verifiche periodiche, polizze, denunce di sinistro e perizia dell'assicuratore.

Il rapporto di intervento dei Vigili del Fuoco, acquisito con la richiesta di accesso, descriveva l'intervento di soccorso e l'estensione del danno e indicava un'area di probabile origine, senza pronunciarsi sulla causa: è la sua funzione, non un difetto. La perizia dell'assicuratore, redatta senza rilievi strumentali, concludeva per l'innesco del materiale accatastato a contatto con parti calde del quadro; il conduttore non aveva alcun documento tecnico. La dichiarazione di conformità dell'impianto esisteva, le verifiche periodiche no: dato mancante dichiarato nella relazione, non colmato con supposizioni.

3. Sopralluogo e rilievi: tracce di combustione

Il sopralluogo si è svolto in un unico accesso, in contraddittorio con il tecnico della proprietà, con un ordine fisso: fotografie d'insieme da punti fissi; tracce di combustione parete per parete, riportate su planimetria con riferimento metrico in ogni scatto; profondità di carbonizzazione di strutture lignee e arredi in più punti; deformazioni e ossidazioni dei metalli ordinate per intensità; residui a pavimento rispetto alle vie di fuga del calore (aperture, lucernari, copertura). Il metodo è quello descritto nella sezione sui pattern di combustione e l'area di origine.

Sul quadro elettrico il rilievo è stato separato: ogni scomparto fotografato, stato di conduttori, protezioni e morsetti, confronto con gli schemi, posizione degli interruttori come trovati. Alcuni tratti di conduttore con segni di fusione sono stati campionati, siglati e conservati in contraddittorio per l'esame di laboratorio, che distingue la fusione dovuta a un guasto elettrico da quella causata dal calore dell'incendio.

Una parte delle evidenze non era più disponibile: durante lo spegnimento una porzione del materiale accatastato era stata spostata per raggiungere i focolai. La disposizione originaria è stata ricostruita da fotografie di terzi e dichiarazioni degli addetti: inferenza, con il suo grado di incertezza.

4. Ipotesi sull'origine e confronto con le evidenze

Matrice tre ipotesi di origine per evidenze: quadro elettrico compatibile con le tracce, materiale accatastato concausa non escludibile, innesco esterno non supportato
Tre ipotesi sull'origine confrontate con le evidenze a favore e contro; i pallini indicano il peso relativo, non un conteggio. Il quadro elettrico è compatibile con le tracce, il materiale accatastato resta una concausa non escludibile, l'innesco esterno non è supportato.

Tre ipotesi sull'origine sono state confrontate con le evidenze, secondo lo schema dell'articolo sul nesso causale tecnico: guasto nel quadro elettrico, innesco nel materiale accatastato, innesco esterno. Per ciascuna, evidenze a favore e contro con il loro tipo: fatto documentato, inferenza, ipotesi. La propagazione è stata trattata a parte: una cosa è dove il fuoco nasce, un'altra perché ha corso.

4.1 Guasto nel quadro elettrico. A favore: le tracce di combustione più basse e profonde convergono sullo scomparto del quadro; la carbonizzazione decresce allontanandosi da quel punto; i conduttori campionati mostrano fusioni localizzate a monte delle protezioni, trovate in posizione compatibile con un intervento tardivo; nessuna verifica periodica documentata. Contro: l'esame di laboratorio non era ancora eseguito, e senza quello la distinzione fra causa ed effetto della fusione resta un'inferenza. È l'ipotesi meglio sostenuta, dichiarata compatibile con le tracce, non dimostrata.

4.2 Materiale accatastato. A favore: la perizia dell'assicuratore lo indicava; il materiale era a ridosso del quadro e ha bruciato. Contro: nessuna sorgente di innesco propria nel cumulo; i pattern non partono dal cumulo ma lo attraversano; sul lato opposto al quadro le tracce sono meno profonde. Come origine non è supportato; come concausa della propagazione lo è: distanza dal quadro e natura del materiale hanno accorciato il tempo fra innesco e coinvolgimento del deposito. È il punto che il difensore doveva conoscere prima della controparte.

4.3 Innesco esterno. A favore: solo l'assenza di testimoni. Contro: aperture integre come da rapporto VVF, nessun indizio di accelerante alle osservazioni sul posto (analisi di laboratorio non eseguita), nessuna seconda area di origine. Ipotesi non supportata dalle tracce, esclusa nella relazione con il motivo.

5. Conclusioni e grado di certezza

La tesi del committente era che l'incendio dipendesse interamente dal quadro elettrico. Le prove la sostengono in parte: l'origine nel quadro è compatibile con tracce e conduttori, ma la propagazione rapida non si spiega senza il materiale accatastato. Nella tabella lo stato di ogni ipotesi, senza trasformare le prove in punteggi.

Ipotesi Evidenze a favore Evidenze contro Stato
Origine nel quadro elettrico Pattern convergenti sul quadro; carbonizzazione decrescente; conduttori fusi a monte delle protezioni; verifiche periodiche assenti Esame di laboratorio dei campioni non ancora eseguito Compatibile con le tracce (inferenza forte)
Origine nel materiale accatastato Perizia dell'assicuratore; vicinanza al quadro Nessuna sorgente propria di innesco; pattern che attraversano il cumulo senza partirne Non supportata come origine; concausa della propagazione non escludibile
Innesco esterno Assenza di testimoni Aperture integre; nessuna traccia di accelerante; una sola area di origine Esclusa dalle tracce

Semaforo giallo — tesi sostenibile in parte: l'origine nel quadro elettrico è compatibile con le tracce rilevate e con lo stato dei conduttori, ma la propagazione è stata favorita dal materiale accatastato, concausa non escludibile e riconducibile all'uso del capannone. Il semaforo riguarda la tenuta tecnica della tesi, non l'esito del giudizio.

Che cosa sarebbe servito per il verde: l'esame di laboratorio dei conduttori, per stabilire se la fusione è causa o effetto; la documentazione delle verifiche periodiche e di chi le aveva in carico; una ricostruzione documentata della disposizione del materiale prima dello spegnimento. Il consulente di parte non può procurarseli da solo: sono diventati gli accertamenti da chiedere in sede di consulenza tecnica, preventiva o in causa.

6. Osservazioni e quesiti proposti al difensore

Schema tesi del committente, prove raccolte, che cosa regge, con gradino finale: semaforo giallo, sostenibile in parte
La tesi del committente passa attraverso le prove raccolte (fotografie, misure, campioni) e ne esce ridimensionata: una parte regge, una parte no. Con il semaforo giallo il difensore sa in anticipo dove poggiare e dove non insistere.

Per uno studio legale che segue un sinistro in Brianza il valore del consulente tecnico di parte sta nel dire in anticipo dove la tesi regge e dove no. Dall'incarico sono usciti quattro documenti verificabili.

6.1 Relazione tecnica di parte in tre blocchi: dati acquisiti (rilievo fotografico con planimetria, misure di carbonizzazione, stato del quadro, verbale di campionamento), origine e propagazione tenute distinte, conclusioni con il grado di certezza. La perizia dell'assicuratore vi è confrontata sui dati mancanti, non sul giudizio.

6.2 Elenco degli accertamenti integrativi da proporre al difensore: esame di laboratorio dei conduttori, documentazione delle verifiche dell'impianto e del soggetto responsabile, ricostruzione della disposizione del materiale dalle fotografie dei terzi. Servono per passare dal giallo al verde, o per scoprire che la concausa pesa più del previsto: in entrambi i casi il difensore lo saprebbe prima.

6.3 Quesiti per una consulenza tecnica, formulati perché il consulente d'ufficio risponda separatamente su origine, causa e propagazione, in un accertamento tecnico preventivo (artt. 696 e 696-bis c.p.c.) come nel giudizio; il metodo è nella pagina sul quesito tecnico per la CTU.

6.4 Nota sui punti da non sostenere: la tesi «l'uso del capannone non c'entra» era esposta a una contestazione facile sulla propagazione. Meglio sostenere l'origine nel quadro con le tracce e pesare la concausa, che vedersela opporre dalla controparte. Che cosa può e non può fare questa figura è spiegato nell'articolo sul consulente tecnico di parte.

7. Perizia Incendio a Monza - ing. F. SALAMANO: chi ha firmato la relazione

Ing. Fabrizio Salamano, ingegnere forense, consulente tecnico di parte e CTU — ritratto professionale
Ing. Fabrizio Salamano, che ha firmato la relazione del caso di Monza come consulente tecnico di parte per lo studio legale del conduttore. La scheda completa, con qualifiche e sedi, è nella pagina del professionista.

La relazione porta la firma dell'Ing. Fabrizio Salamano, ingegnere civile (Politecnico di Torino), iscritto all'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino dal 1995, consulente tecnico d'ufficio e perito del Tribunale di Ivrea, in ingegneria forense dal 1994. Ha curato lettura del rapporto VVF, piano di lavoro, sopralluogo con rilievo delle tracce, campionamento dei conduttori e relazione di parte, dalla sede operativa di Milano; ai rilievi ha collaborato il Geom. Francesco Salamano, che nello studio si occupa di sopralluoghi e rilievi peritali.

Scheda completa dell'Ing. Fabrizio Salamano: iscrizioni, abilitazioni e verifica alla fonte. Responsabile tecnico dell'incarico: Ing. Fabrizio Salamano. Caso pubblicato in forma anonimizzata, come orientamento informativo generale.

8. Come lavoriamo a Monza: tribunale, sopralluoghi, sede di Milano

Non abbiamo sede a Monza: operiamo dalla sede di Milano. Dal centro di Milano al Tribunale di Monza sono circa 21 km, mezz'ora d'auto senza traffico (calcolo su OpenStreetMap, 20/09/2026); esiste anche il collegamento ferroviario diretto fra le due città. Per un incendio la sequenza è quasi sempre la stessa: prima una telefonata (02 5656 9756) per bloccare sgombero e ripristini, poi la richiesta del rapporto VVF, poi il sopralluogo con avviso alle altre parti. Le operazioni sul posto, le campionature in contraddittorio, la partecipazione alle operazioni del CTU e alle udienze in cui il consulente di parte interviene (art. 201 c.p.c.) si tengono a Monza e nei comuni del circondario; la lettura dei documenti e la stesura si fanno da Milano, in contatto con lo studio. Servizi, dati del tribunale e altri casi sono nella pagina dedicata a Monza e nell'hub Monza e Brianza; il modo di lavorare con l'avvocato è in come lavoriamo con lo studio legale.

Dato locale Riferimento
Sede operativa Milano (nessuna sede a Monza) · tel. 02 5656 9756 · lun-ven 9-13 / 14-18
Tribunale Tribunale di Monza, Piazza Giuseppe Garibaldi 10, 20900 Monza · centralino 039/39041 · pagina Albo CTU e Periti (albo telematico dal 5 marzo 2024)
Circondario 62 comuni: la provincia di Monza e della Brianza tranne Limbiate, più otto comuni della Città metropolitana di Milano (competenza territoriale)
Corte d'Appello Corte d'Appello di Milano, Via Freguglia 1, 20122 Milano; Monza è uno dei nove tribunali del distretto (circondari)
Vigili del Fuoco Comando VV.F. di Monza con distaccamenti in Brianza; copia del rapporto di intervento su richiesta di accesso al Comando competente per il luogo del sinistro
Albi CTU e periti Ricerca degli iscritti sul portale del Ministero della Giustizia
Tempi di attivazione Concordati per iscritto con il preventivo, in funzione dell'urgenza di conservare i luoghi e dei termini fissati dal giudice

Due limiti da dichiarare. Il primo: l'Ing. Salamano è iscritto agli albi dei CTU e dei periti a Ivrea, non a Monza; per una nomina d'ufficio a Monza contano l'albo telematico monzese e la scelta del giudice (art. 61 c.p.c.), mentre per la consulenza di parte, la perizia stragiudiziale e la second opinion nessun albo è richiesto (art. 201 c.p.c.). Il secondo: quando il sopralluogo coincide con le operazioni del CTU, ciascuna parte vi partecipa con il proprio consulente (art. 194 c.p.c.) e nulla si campiona di nascosto. Se l'attività è fra quelle soggette ai controlli di prevenzione incendi (D.P.R. 151/2011, allegato I), la documentazione antincendio entra nel fascicolo da acquisire. Altri incarichi seguiti con lo stesso Metodo TOP sono nella sezione Case study; la pagina per gli studi legali descrive il lavoro con il difensore.

Fonti e riferimenti

Domande frequenti

Quali documenti servono per una perizia incendio di parte su un capannone?

Il rapporto di intervento dei Vigili del Fuoco, le fotografie e i video scattati da chiunque nelle prime ore, il contratto di locazione con l'inventario, la documentazione dell'impianto elettrico (dichiarazione di conformità, schemi, verifiche periodiche), le polizze e le denunce di sinistro, la perizia dell'assicuratore se già redatta, i verbali di eventuali accessi della polizia giudiziaria. Senza le fotografie dello stato dei luoghi prima dello sgombero la lettura delle tracce resta parziale.

Come si ottiene il rapporto di intervento dei Vigili del Fuoco?

Il rapporto non viene rilasciato sul posto: chi ha un interesse diretto, concreto e attuale, come il conduttore o il proprietario dell'immobile, ne chiede copia al Comando territorialmente competente con il modulo di accesso agli atti previsto dalla legge sul procedimento amministrativo, anche per via telematica. Se sull'incendio è in corso un'indagine o la polizia giudiziaria ha già chiesto il verbale, il rilascio può essere sospeso: in quel caso lo studio legale valuta la strada processuale.

Che cosa cambia se il quadro elettrico era di proprietà del locatore?

Cambiano le domande sulla manutenzione e sulla custodia, non il metodo. Il consulente accerta se l'origine è compatibile con il quadro, se l'impianto era conforme e verificato, chi lo gestiva e con quali interventi documentati; il riparto delle responsabilità fra locatore, conduttore e assicuratore è una valutazione giuridica che spetta al difensore. La relazione di parte fornisce i fatti, le inferenze e le ipotesi con il loro grado di certezza, senza anticipare l'esito.

Come si svolge un sopralluogo dopo un incendio a Monza o in Brianza?

Prima si concorda con lo studio legale che nulla venga rimosso: sgombero, pulizia e ripristino cancellano le tracce. Il sopralluogo si organizza dalla sede di Milano, con avviso alle altre parti quando l'accesso può incidere su prove comuni; sul posto si documentano tracce di combustione, quadro e linee elettriche, materiali e vie di propagazione, con fotografie metriche e campionature. Il telefono della sede di Milano è 02 5656 9756.

Quale tribunale è competente per un incendio in un capannone a Monza?

Di norma il Tribunale di Monza, Piazza Giuseppe Garibaldi 10, 20900 Monza, il cui circondario comprende i comuni della provincia di Monza e della Brianza tranne Limbiate e otto comuni della Città metropolitana di Milano; il grado d'appello è alla Corte d'Appello di Milano, Via Freguglia 1. La competenza e il rito li valuta il difensore; qui si indica il riferimento utile a organizzare presenza e operazioni peritali.

L'iscrizione all'albo CTU di Ivrea basta per assistere una parte davanti al Tribunale di Monza?

Sì. La consulenza tecnica di parte non richiede l'iscrizione all'albo del tribunale della causa (art. 201 c.p.c.); l'iscrizione dichiarata dell'Ing. Salamano è agli albi dei consulenti tecnici e dei periti del Tribunale di Ivrea. Se invece il giudice di Monza dovesse nominare un consulente d'ufficio, attingerebbe all'albo telematico di quel tribunale, consultabile sul portale del Ministero della Giustizia.