Ingegnere Forense a Milano - ing. F. SALAMANO

Case study · 19 settembre 2026 · Milano

Un ingegnere forense a Milano, incaricato dallo studio legale di un condominio dopo il deposito della CTU su infiltrazioni in un edificio residenziale, ha riletto la relazione, eseguito le misure che mancavano (termografia e saggi) e separato ciò che le prove reggono da ciò che non reggono.

Esito tecnico: semaforo giallo. Il difetto di impermeabilizzazione della copertura è documentato; una concausa legata a un giunto non è escludibile. Il difensore ha ricevuto osservazioni alla CTU fondate su dati, una richiesta di chiarimenti mirata, un quesito integrativo e uno scenario di ripristino distinto per causa. Questo è il valore per la difesa: documenti verificabili, non una promessa di esito.

Termocamera puntata su una parete con macchia di umidità e intonaco scrostato nel vano scala di un condominio
Il rilievo termografico legge la parete prima dei saggi: mostra dove l'umidità si distribuisce e da quale lato arriva. Ogni immagine termica va poi confrontata con un saggio, altrimenti resta un indizio.

Ingegnere forense a Milano: il caso e il quesito

Un ingegnere forense a Milano entra in un contenzioso per infiltrazioni quando la domanda non è più «chi ha ragione» ma «che cosa dimostrano documenti e misure». Qui l'incarico è arrivato dallo studio legale che assiste un condominio dell'area milanese, in causa con l'impresa che aveva rifatto l'impermeabilizzazione di una copertura piana. Le infiltrazioni si ripresentavano nel vano scala e in alcune unità dell'ultimo piano dopo ogni pioggia; la CTU era già depositata.

Cronologia in sei tappe: incarico, lettura della CTU, sopralluogo e termografia, saggi, osservazioni al CTU, esito tecnico
Le sei tappe del consulente di parte, dall'incarico dello studio legale all'esito tecnico. Ogni tappa lascia un documento datato (verbale, rilievo, nota tecnica): è questo che rende le osservazioni al CTU verificabili, non l'opinione del consulente.

Il difensore non contestava che la CTU avesse riconosciuto il difetto della membrana: contestava il peso attribuito a una seconda causa, la condensa interna per scarsa ventilazione, che ridimensionava la responsabilità dell'impresa e spostava parte del problema sull'uso degli appartamenti. Quella conclusione, a lettura del fascicolo, non poggiava su misure: nessun rilievo di umidità, nessuna termografia, nessun saggio sulla copertura. Un'ipotesi, non un accertamento.

La domanda del difensore («la CTU è contestabile?») è stata riscritta in una domanda tecnica, secondo il metodo del quesito tecnico per la CTU: da dove entra l'acqua, per quale percorso arriva ai locali, e le manifestazioni sono compatibili con una sola causa o con più cause concorrenti? Solo questa risposta permette al difensore di scegliere fra osservazioni, richiesta di chiarimenti e quesito integrativo. La qualificazione giuridica dei difetti (garanzia per vizi o gravi difetti, artt. 1667 e 1669 c.c.) resta al difensore; i ruoli di CTU e CTP nel processo civile sono nel pilastro sull'ingegnere forense.

I dati raccolti: sopralluogo, documenti, misure

Prima del sopralluogo è stato chiesto allo studio legale il fascicolo completo: la CTU con gli allegati (verbali, fotografie, misure), il progetto e il capitolato dell'impermeabilizzazione, la contabilità dei lavori, i verbali assembleari e le comunicazioni sull'infiltrazione, la documentazione delle riparazioni già eseguite, il piano di manutenzione della copertura, se esisteva (riferimento: UNI 11540:2014). L'elenco generale delle evidenze da raccogliere è nell'articolo sui difetti costruttivi; qui conta ciò che nel fascicolo mancava: le stratigrafie della copertura e la sequenza delle riparazioni.

Il sopralluogo si è svolto in due passaggi. Il primo, con la termocamera, ha coperto vano scala, soffitti delle unità interessate e intradosso della copertura, con le condizioni di ripresa annotate (temperature, ore dall'ultima pioggia, superfici asciutte o bagnate). Il rilievo è stato eseguito da un operatore di livello 2 secondo la UNI EN ISO 9712 e condotto secondo i requisiti e le metodologie della UNI EN ISO 6781-1:2023 per i servizi termografici a infrarossi che rilevano irregolarità di calore, aria e umidità negli edifici: la termografia mostra la distribuzione dell'umidità e il lato da cui arriva, non la causa. Per questo il secondo passaggio sono stati i saggi.

Sulla copertura, parte comune, con l'autorizzazione dell'amministratore e avviso al difensore, perché le altre parti fossero informate, sono stati aperti saggi nelle zone segnalate dalla termografia: sequenza degli strati confrontata con il capitolato e con gli elementi e strati dei sistemi di copertura continua della UNI 8178-2:2019, stato della membrana ai risvolti e agli scarichi, acqua sotto lo strato impermeabile. Ogni saggio è stato fotografato prima, durante e dopo, con riferimento metrico; nei locali, misure di umidità nelle murature ripetute a distanza di giorni.

Una parte delle evidenze non era più osservabile: alcune zone erano già state riparate dal condominio prima della causa, senza fotografie né descrizione degli strati rimossi. È un limite dichiarato nella relazione di parte: una riparazione non documentata cancella il confronto fra previsto ed eseguito; le cautele sono nell'articolo sulla preservazione delle evidenze.

La lettura tecnica: dal dato all'ipotesi

Tre ipotesi sulla causa delle infiltrazioni sono state messe a confronto con le evidenze, secondo lo schema delle ipotesi causali alternative: un difetto di posa dell'impermeabilizzazione, un difetto di dettaglio al giunto di dilatazione della copertura, la condensa interna per scarsa ventilazione. Per ciascuna, evidenze a favore e contrarie, con il loro tipo: fatto documentato, inferenza, ipotesi.

Matrice tre ipotesi per evidenze: impermeabilizzazione documentata, giunto non escludibile, condensa esclusa dalle misure
Tre ipotesi sulla causa delle infiltrazioni messe a confronto con le evidenze a favore e contro: l'impermeabilizzazione difettosa è documentata, il giunto di dilatazione resta una concausa non escludibile, la condensa interna è esclusa dalle misure. Il semaforo riguarda la tenuta tecnica di ciascuna ipotesi, non l'esito della causa.

Impermeabilizzazione difettosa. A favore: i saggi hanno mostrato una sequenza di strati diversa dal capitolato e risvolti della membrana non sigillati agli scarichi; sotto lo strato impermeabile era presente acqua; le macchie termografiche partono dall'alto e seguono le zone dei saggi positivi. Contro: nulla di rilievo. È il fatto meglio documentato del caso, e coincide con quanto la stessa CTU aveva riconosciuto.

Giunto di dilatazione. A favore: una zona umida del vano scala è allineata al giunto, che non rientrava nei lavori dell'impresa. Contro: il saggio al giunto avrebbe richiesto smontaggi e l'accordo delle parti, e le riparazioni precedenti avevano interessato proprio quella zona. Resta una concausa non escludibile: inferenza nostra, dichiarata come tale.

Condensa interna. A favore: la CTU lo affermava e alcuni locali erano poco ventilati. Contro: l'umidità nelle murature cresce verso la copertura, non verso le superfici fredde interne; la distribuzione termografica è incompatibile con una condensa superficiale; le manifestazioni seguono le piogge, non le stagioni fredde. È l'ipotesi esclusa dalle misure.

La CTU aveva saltato un passaggio, di metodo e non di persona: una seconda causa enunciata senza misurarla e senza aprire la copertura. È la lacuna che la griglia di contestazione di una CTU colloca fra i livelli «dati» e «metodo»: non si contesta la competenza del consulente d'ufficio, si mostra quale dato manca e che cosa succede alla conclusione se lo si acquisisce.

Che cosa si è potuto dimostrare

La tesi del committente era che tutte le infiltrazioni dipendessero dall'impresa. Le prove la sostengono in parte: la causa principale è documentata, una concausa estranea all'impresa non è escludibile, la condensa è esclusa. La tabella riassume lo stato di ciascuna ipotesi, senza contare le prove come punteggi.

Ipotesi Evidenze a favore Evidenze contro Stato
Impermeabilizzazione difettosa Saggi (strati e risvolti), acqua sotto la membrana, termografia coerente, riconoscimento della CTU Nessuna di rilievo Documentata (fatto)
Giunto di dilatazione Zona umida allineata al giunto; giunto fuori dai lavori dell'impresa Saggio non eseguito; riparazioni precedenti nella zona Non escludibile (inferenza)
Condensa interna Affermazione della CTU; locali poco ventilati Gradiente di umidità verso la copertura; termografia incompatibile; correlazione con le piogge Esclusa dalle misure

Semaforo giallo — tesi sostenibile in parte: la causa principale è documentata con saggi e misure, ma una concausa estranea all'impresa non è escludibile con i dati disponibili. Il semaforo riguarda la tenuta tecnica della tesi, non l'esito del giudizio.

Che cosa sarebbe servito per il verde: un saggio al giunto con prova d'acqua controllata, la ripetizione della termografia in condizioni diverse (dopo una pioggia intensa e dopo un periodo asciutto) e la documentazione delle riparazioni precedenti nella zona del giunto. Il consulente di parte non può procurarseli da solo (smontaggi, accordo delle parti, documenti di terzi): sono diventati la base del quesito integrativo.

Il valore aggiunto per il difensore

Schema tesi del committente, prove raccolte, che cosa regge, con gradino finale: semaforo giallo, sostenibile in parte
La tesi del committente passa attraverso le prove raccolte (fotografie, termografia, saggi) e ne esce ridimensionata: una parte regge, una parte no. Il semaforo giallo dice al difensore su che cosa può contare e che cosa conviene non sostenere.

Per uno studio legale a Milano il valore di un consulente tecnico di parte non sta nel confermare la tesi del cliente, ma nel dirgli su che cosa può contare. Dall'incarico sono usciti quattro documenti, verificabili dalla controparte e dal giudice.

Osservazioni alla CTU nel termine fissato dal giudice ai sensi dell'art. 195 c.p.c., in tre blocchi: i dati che la relazione non aveva acquisito (termografia, saggi, misure di umidità, con gli allegati), il passaggio di metodo mancante (una causa enunciata senza misure) e la conseguenza sulle conclusioni (la condensa non regge; il difetto di impermeabilizzazione resta l'unica causa documentata). Il metodo generale è nella pagina sulla revisione di una CTU.

Richiesta di chiarimenti su due domande: su quali rilievi il consulente d'ufficio fondasse la condensa e perché non avesse aperto la copertura. Due domande precise portano la risposta sui dati.

Quesito integrativo proposto al difensore: saggio al giunto con prova d'acqua, ripetizione della termografia in condizioni dichiarate, acquisizione della documentazione delle riparazioni precedenti. Sono le tre cose che mancano per passare dal giallo al verde, o per scoprire che la concausa pesa più del previsto: in entrambi i casi il difensore lo saprebbe prima.

Scenario di ripristino distinto per causa: gli interventi sull'impermeabilizzazione separati da quelli eventuali sul giunto, così che la quantificazione non mescoli ciò che è attribuibile all'impresa con ciò che potrebbe non esserlo. Il CTP ha anche indicato quale tesi non reggeva sul piano tecnico: «tutto dipende dall'impresa» era esposta a una contestazione facile sulla zona del giunto. Ruolo e limiti della figura sono nell'articolo sul consulente tecnico di parte.

Ingegnere Forense a Milano - ing. F. SALAMANO: chi ha seguito il caso

Ing. Fabrizio Salamano, ingegnere forense, consulente tecnico di parte e CTU — ritratto professionale
Ing. Fabrizio Salamano, che ha seguito il caso di Milano come consulente tecnico di parte per lo studio legale. La scheda completa, con qualifiche e sedi, è nella pagina del professionista.

Il caso è stato seguito dall'Ing. Fabrizio Salamano, ingegnere civile (Politecnico di Torino), iscritto all'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino dal 1995, consulente tecnico d'ufficio e perito del Tribunale di Ivrea, termografo certificato UNI EN ISO 9712 di livello 2, in ingegneria forense dal 1994. Ha curato lettura della CTU, piano di lavoro, rilievo termografico, saggi e osservazioni, dalla sede operativa di Milano.

Scheda completa dell'Ing. Fabrizio Salamano: iscrizioni, abilitazioni e verifica alla fonte. Firma: Ing. Fabrizio Salamano, responsabile tecnico dell'incarico. Il caso è pubblicato in forma anonimizzata, come orientamento informativo generale.

Come lavoriamo a Milano: sede, tribunale, sopralluoghi

La sede operativa di Milano (recapiti nella tabella) è il punto di partenza degli incarichi lombardi. Nel caso descritto, come in ogni incarico milanese, il lavoro documentale (lettura del fascicolo, dati mancanti, piano di lavoro con fasi e date) si è svolto a distanza con lo studio legale; sopralluoghi, termografia, saggi, operazioni peritali del CTU e udienze in cui il consulente di parte interviene (art. 201 c.p.c.) si programmano in città e nell'hinterland. Il coordinamento con il difensore è descritto in come lavoriamo con lo studio legale.

Dato locale Riferimento
Sede operativa Milano (indirizzo non pubblicato) · tel. 02 5656 9756 · lun-ven 9-13 / 14-18
Tribunale Tribunale di Milano, Via Freguglia n. 1, 20122 Milano · centralino 02/54331 · sezione Consulenti Tecnici e Periti
Corte d'Appello Corte d'Appello di Milano, Via Freguglia 1, 20122 Milano · tel. 02/54331
Distretto Nove tribunali: Milano, Busto Arsizio, Como, Lecco, Lodi, Monza, Pavia, Sondrio, Varese (circondari)
Albi CTU e periti Ricerca degli iscritti sul portale del Ministero della Giustizia; iscrizione presso il Tribunale di Milano
Protocolli CTU in materia edilizia Al 19/09/2026 il Tribunale di Milano non ne pubblica uno: i termini si cercano nell'ordinanza del giudice
Tempi di attivazione Concordati per iscritto con il preventivo, in funzione dei termini fissati dal giudice

Un limite dichiarato: l'iscrizione dell'Ing. Salamano agli albi dei consulenti tecnici e dei periti è presso il Tribunale di Ivrea, e una nomina come CTU a Milano seguirebbe l'albo di quel tribunale e la valutazione del giudice; consulenza di parte, revisione di CTU e second opinion non richiedono iscrizione (art. 201 c.p.c.). Quando il sopralluogo coincide con le operazioni peritali, le parti vi assistono con i propri consulenti (art. 194 c.p.c.).

Errori che avrebbero indebolito il caso

Cinque scelte che, in casi simili, tolgono forza alle osservazioni.

Riparare prima di documentare. Le zone riparate senza fotografie sono una delle ragioni per cui il giunto è rimasto una concausa non escludibile.

Contestare la CTU in generale. «La relazione è superficiale» non è un'osservazione; «manca la misura X e la conclusione Y non regge» lo è.

Contare sulla sola termografia. Un'immagine termica senza saggio è un indizio: la controparte lo dirà per prima.

Non distinguere causa e concausa. Sostenere che tutto dipende dall'impresa espone al primo saggio contrario; dichiarare la concausa e pesarla protegge la parte che regge.

Arrivare dopo il termine. Le osservazioni hanno un termine fissato dal giudice: la revisione va avviata appena la CTU è trasmessa alle parti.

Ingegneria Forense TOP segue infiltrazioni e difetti costruttivi con il criterio di ogni consulenza in causa: prima le evidenze, poi le ipotesi, poi le conclusioni con il loro grado di certezza (Metodo TOP; il lavoro con il difensore è nella pagina per gli studi legali). Altri incarichi con lo stesso metodo sono nella sezione Case study. Hai un caso simile a Milano? Inviaci una sintesi e i documenti: Sottoponi un caso.

Fonti e riferimenti

Domande frequenti

Quali documenti servono per far rivedere una CTU su infiltrazioni in condominio?

La CTU con tutti gli allegati (verbali delle operazioni, fotografie, misure), il progetto e il capitolato dell'impermeabilizzazione, la contabilità dei lavori, i verbali assembleari e le comunicazioni sull'infiltrazione, la documentazione degli interventi di riparazione già eseguiti, le polizze. Senza le stratigrafie e la sequenza degli interventi la revisione resta un parere sul metodo, non sulle cause.

In quale fase del giudizio conviene attivare il consulente tecnico di parte?

Prima possibile. Se la CTU è già depositata, la revisione serve a preparare le osservazioni nel termine fissato dal giudice (art. 195 c.p.c.), una richiesta di chiarimenti mirata o un quesito integrativo. Se la CTU è in corso, il consulente di parte partecipa alle operazioni (artt. 194 e 201 c.p.c.) e le sue osservazioni entrano nel fascicolo. Il momento lo decide il difensore; la valutazione tecnica dei documenti precede la scelta.

Che cosa cambia se l'infiltrazione viene da una terrazza privata invece che dal tetto comune?

Cambiano i soggetti coinvolti e la domanda tecnica: a chi appartiene lo strato che perde, come è stato usato e mantenuto, quali interventi ha subito. Non cambia il metodo: si distinguono comunque la causa documentata dalle concause e si dichiara il grado di certezza di ciascuna. Il riparto delle responsabilità è una valutazione giuridica che spetta al difensore.

Come si svolge un sopralluogo a Milano e nell'hinterland?

In due tempi. La lettura del fascicolo e il piano di lavoro si svolgono a distanza con lo studio legale; la presenza si programma per sopralluogo, rilievo termografico, saggi e operazioni peritali del CTU, in città e nei circondari del distretto (Monza, Lodi, Pavia, Busto Arsizio, Como, Lecco, Varese, Sondrio). Il telefono della sede di Milano è 02 5656 9756.

Quale tribunale è competente per un condominio a Milano e dove si trova?

Di norma il Tribunale di Milano, Via Freguglia n. 1, 20122 Milano (centralino 02/54331), nel distretto della Corte d'Appello di Milano, che ha lo stesso indirizzo. La competenza la valuta il difensore; qui si indica il riferimento giudiziario utile a organizzare presenza e operazioni peritali.

Un ingegnere iscritto all'albo CTU di Ivrea può fare il consulente di parte a Milano?

Sì. La consulenza tecnica di parte non richiede l'iscrizione a un albo (art. 201 c.p.c.); l'iscrizione dichiarata dell'Ing. Salamano è agli albi dei consulenti tecnici e dei periti del Tribunale di Ivrea. Una nomina come CTU a Milano seguirebbe l'albo di quel tribunale e la valutazione del giudice; gli iscritti sono consultabili sul portale del Ministero della Giustizia.

Quanto tempo serve per attivare la consulenza su un caso milanese?

Dipende dai termini fissati dal giudice, per esempio quello per le osservazioni alla CTU, e dalla completezza del fascicolo. La prima consegna è la lettura del fascicolo con il piano di lavoro, fasi e date; la data del sopralluogo e i tempi di ciascuna fase si concordano per iscritto con il preventivo. Non si promettono termini che dipendono dal calendario del processo.